Your hand in mine
Precipitano pensieri
giù per le dita su questi tasti
sento l’odore plastico del sonno
le giornate non muoiono più
il sole dimentica la terra
e continua a fissarne l’ombra
affascinato dal nulla
tanta luce
brucia…
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Precipitano pensieri
giù per le dita su questi tasti
sento l’odore plastico del sonno
le giornate non muoiono più
il sole dimentica la terra
e continua a fissarne l’ombra
affascinato dal nulla
tanta luce
brucia…
“silenzioso avanzo d’ombra
fredda paranoia assalitrice
un vuoto che temo
che uccido prima del suo risveglio”

Incanalate dalle fondamenta del tuo edificio di foglie grigie
e acciaio di chiodi-neuroni stressati dalle contrazioni di una vita mediocre
di una fine lenta e sconclusionata
derivato acrilico della tv e dei neon bruciati del vecchio cinema odeon
piovaie di anime gocciolanti di ghiaccio,
risata isteriche eco di mille voci ipocrite,
dimenticate nel rosso sangue di un omicidio la mattina presto,
quando la citta’ si sveglia,
e tutti tornano ingranaggio della macchina,
siamo noi,
la ruota mancante?
la macchia nella veste bianca,
che proprio non vuole saperne di andare via?